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A differenza dello stesso tipo di case, costruite a Pompei, che si sviluppavano in larghezza, occupando tantissimo spazio, le insulae ostiensi si sviluppavano in altezza. La casa di Diana, infatti, raggiungeva un'altezza di circa 20 metri ed era di 3 o 4 piani. Un'altra particolarità è che, oltre a prendere la luce, dal cortile interno, riusciva a prendere luce esterna tramite i balconi finestrati. Al piano terra, appena si entra sulla destra, vediamo un locale una volta adibito a latrina; ci sono, poi, le tabernae con i mezzanini, ovvero gli ambienti dove vivevano i negozianti o le classi basse del popolo; tramite delle scale si arriva ai piani superiori, dove si trovano confortevoli appartamenti, arricchiti da balconate,utilizzati dal ceto medio. La casa prende il nome da un dipinto di Diana Cacciatrice, che si trova su una tavoletta di terracotta su una parete dell'edificio. |
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Del 130-140 d.C., tipica insulae formata da appartamenti (cenacula), che il proprietario affittava; questo tipo di case si sviluppò con la nascita del porto traianeo, che fece aumentare notevolmente la popolazione. |